Via Pigna - Verona

Login / Registrazione
travelitalia

Via Pigna

Verona / Italia
Vota Via Pigna!
attualmente: 10.00/10 su 1 voti
Via Pigna indica oggi un segmento del decumano "sinistrato" (cioè a sinistra del decumano massimo) secondo della città romana, il cui tracciato corrisponde all'allineamento delle nostre vie San Mammaso, Pigna e Cappelletta.

Nello Statuto dei Notai di Verona del 1268 e negli Statuti Veronesi del 1276, il toponimo Pigna indica una delle contrade del Quartiere del Ferro. Essa annoverava nella propria giurisdizione ben quattro parrocchie: San Pietro in Monastero , San Giacomo della Pigna , San Clemente e Santa Maria Consolatrice.

Esistono ancora San Pietro in Monastero (via Giuseppe Garibaldi n. 3), San Giacomo (alla Pigna nel vicolo omonimo) e Santa Maria Consolatrice (all'angolo tra via Pigna e via Duomo). San Clemente, invece, soppressa e demaniata nel 1806, fu in seguito ridotta a casa d’abitazione: la chiesa sorgeva nell'omonimo vicolo cieco, che si apre all'inizio di via Achille Forti, ma ormai è impossibile individuarne le tracce architettoniche.

San Clemente risaliva al secolo XII; gradualmente perse importanza tanto che nel Settecento contava soltanto centoquaranta anime; alla chiesa si accedeva un tempo anche attraverso un passaggio coperto in corrispondenza del portone al civico n. 3 di via Duomo.

Santa Maria Consolatrice è oggi chiesa evangelica valdese. La sua origine è molto antica: narra la tradizione che l'edificio fu costruito verso la fine del secolo VIII in onore di tale Maria, sorella del vescovo di Verona Annone, al suo ritorno dall'Istria, da dove aveva riportato in città le reliquie dei Santi protomartiri veronesi Fermo e Rustico. Appena giunta in città con i sacri resti, sarebbe cessata la terribile siccità che aveva colpito le terre veronesi e perciò Maria avrebbe meritato l'appellativo di "consolatrice"; dopo la sua morte, le sarebbe stata dedicata la chiesa. Nell'attuale edificio sono chiaramente leggibili tracce della struttura romanica del secolo XII. Nel 1320 il vescovo Tebaldo depose nella chiesa le reliquie della venerata donna, defunta in odore di santità. Fino a tutto il Settecento rimase in vigore la consuetudine di portare in processione, durante i periodi di grande siccità, la "sacra spina" con la quale - secondo la tradizione - sarebbero stati suppliziati i Santi Fermo e Rustico: movendo dalla Cattedrale, la processione sostava presso la chiesetta di Santa Maria Consolatrice prima di raggiungere San Fermo.

Anche questa chiesa fu soppressa e demaniata nel 1806; allora l'urna con le reliquie di Santa Maria Consolatrice fu traslata nell'ultima cappella della navata destra della Cattedrale, intitolata a Sant'Agata. La chiesa, lasciata in abbandono, fu acquistata nel gennaio 1879 dai seguaci della confessione evangelica valdese, arrivati a Verona nel 1867 e che fino allora avevano disposto sempre di sedi precarie. Restaurato l'edificio e mutatone l'originario orientamento (verso via Duomo si affacciava l'abside), la chiesa evangelica valdese fu aperta al culto il 6 gennaio 1880.

La chiesetta di San Giacomo alla Pigna giace in triste abbandono: il tetto a capanna, la tecnica edilizia che presenta l'impiego di filari di tufo alternati a corsi di cotto e di ciottoloni di fiume, ne denunciano l'origine remota (inizi del secolo XII).

Migliore sorte, invece, è toccata a San Pietro in Monastero, da cui prende il nome il vicolo che collega via Garibaldi con via Augusto Verità. La facciata della chiesa fu ricostruita nelle forme attuali nel 1751, come assicura l'iscrizione che corre lungo il fregio, e fu decorata con statue acroteriali secondo il gusto dell'epoca, ma l'origine della chiesetta va fatta risalire al secolo XII. Alla chiesa di San Pietro in Monastero appartenevano le due colonne scanalate a spirale recanti la data del 1463, che ora delimitano il recinto del cortile interno della sede della Cassa di Risparmio.

AI numero civico 8 di via Pigna spicca casa Guarienti; preceduta con da un portale romanico aperto in un muro di cinta coronato da merli ghibellini, la dimora si apre intorno a un delizioso cortiletto interno porticato, con un bel puteale in pietra e la caratteristica scala esterna per l'accesso ai piani superiori.

A metà di via Pigna si apre via Augusto Verità; qui, al civico n. 2/a, si trova un'altra casa Guarienti con un magnifico portale tardo-romanico; di questo edificio vanno ricordate anche le finestre gotiche che si aprono sul retrostante vicolo cieco San Clemente. La tradizione vuole - ma si tratta di un errore di identificazione - che in questa casa - come recita l'iscrizione incisa sulla lapide murata in facciata - abbia dimorato Francesco Petrarca attorno alla metà del Trecento, ospite del letterato Guglielmo da Pastrengo.

La "pigna", collocata sopra un tronco di colonna all'angolo con via Verità e che ha dato il nome alla contrada e alla via, rappresenta il coronamento di un monumento funerario di età romana, di cui non si conoscono altri resti.

La casa al n. 6 offre un bell'esempio di facciata in stile gotico-veneziano, con ampie finestre ad arco trilobato.

L'edificio seguente, al n. 4, conserva invece cospicue tracce dell'ossatura architettonica romanica.
Fonte: Notiziario BPV numero 2 anno 1996

Condividi "Via Pigna" su facebook o altri social media!

Via Pigna - Commenti [0]

 

Aggiungi commento


Nome
Cognome
Email (non sarà pubblicata)
Commento (non sono ammessi tag HTML)
Inserisci il codice di sicurezza indicato di seguito*
 
Vuoi ricevere via email la notifica per ogni nuovo commento inserito?
No Si

* Impedisce l'esecuzione di script automatici non autorizzati.